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Tra il 1784 e il 1796 Villa del Garrovo, ora Villa d’Este, fu completamente ristrutturata dal Marchese Bartolomeo Calderari che sposò la celebre ballerina del Teatro alla Scala Vittoria Peluso, detta la “pelusina“. In occasione delle loro nozze, il compositore Giuseppe Parini dedicò agli sposi il sonetto “Il pomo che a le nozze di Peleo”, mentre la loro villa di Cernobbio divenne centro di ambitissimi inviti dell’aristocrazia milanese. Nel restauro venne tolto il vecchio parco e inserito un parco all’italiana con il magnifico Ninfeo e il Viale dell’Ercole in stile neoclassico. Tuttavia la vera aristocrazia continuava a considerare la Peluso come una arrampicatrice sociale date le sue origini siciliane.
Dopo la morte del marito nel 1806, ereditò l’interno patrimonio tra cui Villa del Garrovo, ed iniziò a farsi chiamare Donna Vittoria.
Sposatasi in seguito con Domenico Pino, generale della Grande Armée napoleonica e personaggio molto noto a Como, tanto da essere visto come eroe romantico sorpanominato “re de com“. Proprio in memoria delle sue conquiste in terra spagnola, la moglie fece costruire nel parco della villa delle costruzioni che riproducono i fortilizi di Hostarlich e di Gerona, organizzando anche delle feste con il gioco della guerra.
La villa divenne il centro culturale del lago dove si ritrovarono aristocratici e artisti attratti da Donna Vittoria e dal valoroso Generale. Tra gli ospiti delle serate alla villa, Niccolò Paganini che spesso si esibì con il violino accompagnato dal generale Pino alla chitarra. Probabilmente fu in occasione di queste serate che Paganini conobbe la cantante comasca Antonia Bianchi, dalla quale ebbe il suo unico figlio Achille.
Travolti dalla scalata sociale, la Peluso fece ristrutturare il pianterreno della villa per creare un appartamento in attesa dell’arrivo di Napoleone Bonaparte. Visita che non avvenne mai, ma la stanza a lui dedicata è ancora oggi conservata nel Gran Hotel Villa d’Este, e presenta le pareti in seta gialla con impressa la lettera “N”. 

Forse per lo vergogna di questa mancanza o per altri motivi, Vittoria Peluso vendette la villa alla principessa del Galles Carolina Amalia di Brunswick, facendo però scrivere a chiare lettere sul testamento, firmato dal suo rappresentante Alessandro Volta, che aveva deciso di cedere alla principessa la villa solo per farle piacere.
Vittoria e il marito Pino si trasferirono poi nel 1816 nella vicina Villa Nuova Gastel.

Between 1784 and 1796 Villa del Garrovo, now Villa d’Este, it was completely restored by the Marquis Bartolomeo Calderari who married the famous dancer of the Teatro alla Scala Vittoria Peluso, called the “Pelusina”. On the occasion of their wedding, the composer Giuseppe Parini dedicated to the spouses the sonnet “The bone that the wedding of Peleus”, while their villa in Cernobbio became the center of the Milanese aristocracy coveted invitations. In the restoration it was removed the old park and inserted an Italian park with magnificent Nymphaeum and the Avenue of Hercules in the neoclassical style. However the true aristocracy continued to consider Peluso as a social climber given its Sicilian origins.
After her husband’s death in 1806, he inherited the interior heritage including Villa del Garrovo, and began to be called Donna Vittoria.
She got married later with Domenico Pino, General of the Grand Army of Napoleon and character well known in Como, as to be seen as a romantic hero sorpanominato “King de com”. Just in memory of his achievements on the Spanish side, his wife had built in the park of the villa of the buildings that reproduce the fortresses of Hostarlich and Gerona, also organizing the festivities with the game of war.
The villa became the cultural center of the lake where they found themselves aristocrats and artists attracted to Donna Vittoria and by the brave General. Among the guests of the evening at the villa, Niccolo Paganini who often performed with the violin accompanied by General Pino on guitar. It was probably during these evenings that Paganini knew Como singer Antonia Bianchi, who bore him his only son Achilles.
Overwhelmed by the social ladder, the Peluso made to restructure the ground floor of the house to create an apartment waiting for the arrival of Napoleon Bonaparte. Visit that never took place, but the room dedicated to him is still preserved in the Grand Hotel Villa d’Este, and has the yellow silk walls imprinted with the letter “N”.
Perhaps for this lack of shame or for other reasons, Vittoria Peluso sold the villa to the Princess of Wales Carolina Amalia of Brunswick, doing however, write clearly on the will, signed by his representative Alessandro Volta, who had decided to give in to the Princess Villa just to please her.
Victoria and her husband Pino then moved in 1816 in the nearby Villa Nova Gastel.

L’ascesa sociale di Vittoria Peluso a Villa d’Este
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